Cinque giorni per evitare il pignoramento. Come abbiamo salvato una ristrutturazione aziendale!
Un avviso di pagamento con scadenza perentoria a cinque giorni rischiava di vanificare mesi di trattative con i creditori. Il Tribunale ha confermato le misure protettive. L’azienda può continuare il suo percorso di risanamento.
La situazione: un’azienda in ristrutturazione sotto attacco
La società nostra assistita — una PMI operante nel settore dei servizi — aveva intrapreso un percorso strutturato di risanamento ai sensi del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). Dopo aver completato la fase di composizione negoziata della crisi, stava lavorando alla predisposizione degli accordi di ristrutturazione del debito ex art. 57 CCII, con una parallela transazione fiscale in corso con l’Erario.
Un percorso complesso, delicato, costruito con mesi di lavoro. E improvvisamente, a marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha notificato un avviso di pagamento con intimazione ad adempiere entro un termine perentorio di soli cinque giorni. Decorso quel termine, l’ente avrebbe potuto avviare azioni esecutive e cautelari sull’intero patrimonio aziendale.
Il rischio era reale e immediato: un pignoramento in quella fase avrebbe potuto travolgere le trattative in corso con tutti i creditori, vanificando mesi di lavoro e precludendo alla società ogni possibilità di accedere agli strumenti di regolazione della crisi previsti dalla legge.
“In questi casi ogni ora conta. La risposta dello studio deve essere immediata, tecnicamente inattaccabile e capace di convincere il giudice della necessità di intervenire con urgenza.” Avv. Paolo Borrelli
La strategia: misure protettive immediate ex artt. 54 e 55 CCII
Lo Studio ha immediatamente attivato la procedura per la conferma delle misure protettive previste dagli artt. 54 e 55 del CCII, richiedendo al Tribunale competente la sospensione generale di tutte le azioni esecutive e cautelari sul patrimonio della società. La domanda è stata depositata con l’attestazione prevista dalla legge, documentando puntualmente il pericolo imminente derivante dall’avviso notificato e il concreto rischio di pregiudizio per le trattative in corso.
Il creditore raggiunto dalla misura è stato regolarmente notiziato dell’udienza fissata dal Tribunale e ha scelto di non comparire — segno che la solidità giuridica dell’impianto non lasciava margini di contestazione utili.
All’udienza del 16 aprile 2026, lo Studio ha illustrato al Giudice lo stato della procedura: la transazione fiscale pendente, il percorso di accesso agli accordi di ristrutturazione ex art. 57 CCII, e la necessità di proteggere il patrimonio aziendale per consentire il completamento del risanamento nell’interesse di tutti i creditori.
Il risultato: misure confermate, ristrutturazione salva
Con ordinanza del 20 aprile 2026, il Tribunale Ordinario di Lanciano ha accolto integralmente la domanda, confermando le misure protettive per 90 giorni dalla pubblicazione della domanda nel Registro delle Imprese. Dal momento della pubblicazione, nessun creditore può iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio della società, e tutte le prescrizioni rimangono sospese.
La società può ora completare la predisposizione degli accordi di ristrutturazione con i creditori in un contesto protetto, senza il rischio che iniziative esecutive individuali compromettano l’equilibrio delle trattative. Il percorso di risanamento prosegue.
Cosa insegna questo caso
Le misure protettive del CCII sono uno strumento potente, ma per funzionare devono essere attivate con tempestività e costruite su una documentazione solida. Un avviso dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione notificato nel bel mezzo di una ristrutturazione non è necessariamente il segnale che tutto è perduto: può essere il momento in cui uno studio legale esperto trasforma un’emergenza in un’opportunità per rafforzare la posizione della società nella procedura.
La chiave è la velocità di reazione, la conoscenza approfondita degli strumenti offerti dal Codice della Crisi e la capacità di presentare al giudice un quadro chiaro, documentato e giuridicamente ineccepibile. È esattamente quello che abbiamo fatto.
Il presente case study descrive un caso reale trattato dallo Studio nel rispetto della riservatezza del cliente. Tutti i dati identificativi sono stati omessi. Le informazioni contenute hanno finalità illustrative e non costituiscono parere legale.

